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giovedì 22 gennaio 2015

"La casa sfitta" Dickens- Gaskell- Collins- Procter




Un romanzo modernissimo, scritto da quattro dei più grandi autori dell'Inghilterra vittoriana. Questo è "La casa sfitta", i nomi delle penne che hanno dato vita a uno dei primi collettivi della letteratura sono di prim'ordine, parliamo del "padre di tutti gli orfani" Charles Dickens, dell'autrice di "Nord e sud" (del quale vi consiglio vivamente anche la visione della miniserie tv) Elizabeth Gaskell, la poetessa Anne Procter e del famosissimo (in patria, da noi molto meno) Wilkie Collins collaboratore e amico fidato di Dickens.
Siamo a Londra, ove la signora Sophonisba ha preso una casa in affitto, ma la casa di fronte alla sua che segreto nasconde? Come mai è sempre sfitta? Due uomini al suo servizio cercheranno di scoprire per lei il mistero che avvolge la magione tra manoscritti, liriche e voci di corridorio. Jarber e Trottle riusciranno a fare chiarezza? Cosa succederà alla casa? La signora Sophonisba vedrà ripagato il suo interesse?
A queste domande avrete risposta alla fine della lettura di questo innovativo romanzo, il regista è Charles Dickens che decide di pubblicare "La casa sfitta" a puntate su "Household words", periodico del quale è redattore.
Chi meglio dei suoi amici fidati potrebbe dare vita ad una storia così interessante? E allora ecco sfilare sotto ai nostri occhi gli stili ben riconoscibili di alcuni tra i più grandi scrittori europei.
Ognuno lascerà la propria impronta indelebile, le due donne descriveranno in maniera indimenticabile quella che è la situazione miserevole della donna in età vittoriana, Dickens con la sua arguzia ci regala un'acutissima satira nei confronti del cambio dei costumi britannici, con la lotta per entrare in società degli arricchiti, infine Collins ci svela il mistero della casa unendo i fili che sono stati lasciati come indizio dai suoi colleghi trasformatisi in novelle Arianna nel labirinto del Minotauro.
Un romanzo consigliatissimo, una lettura diversa, una "novità" per gli amanti della letteratura anglosassone.
  
                                                                                                                        A cura di Eleonora

mercoledì 7 gennaio 2015

"Alice" di Roberto Incagnoli- Illustrazioni di Fabrizio Lavezzi



“Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll fu un’opera talmente innovativa, fuori dalle righe, visionaria per l’epoca in cui uscì, e proprio per queste sue caratteristiche, sempre al passo coi tempi, adatta ad ogni epoca, da diventare nel tempo un grande classico della letteratura, amato da adulti e bambini e continuamente reinventato attraverso riscritture, adattamenti e trasposizioni di vario genere. Proprio da questo grande classico parte “Alice” di Roberto Incagnoli, con illustrazioni di Fabrizio Lavezzi, ebook edito dalla casa editrice Lettere Animate, che proprio con questo titolo ha inaugurato la collana “Wonderland”, composta da opere che sono Short Graphic Novel.
Si tratta quindi di un racconto breve, un racconto illustrato che va a rivisitare in chiave gotica, cruda e dura il classico di Carroll, adattandolo ai tempi moderni, alla vita di tutti i giorni, trasformando Alice in una ragazza come tante, che si trova a combattere con i suoi fantasmi e le difficoltà di una realtà crudele.
Il viaggio che Alice compie è un viaggio a ritrovo nel suo vissuto, ripercorrendo dolore, desolazione, momenti di (auto)distruzione, abusi, perché vittima della società moderna, delle sue “regole”. Vittima anche del suo stesso ego di giovane mai contenta, il cui motto sembra essere “mai abbastanza”, pronta a tutto per avere sempre di più, spingendosi fino ad atti di perdizione.
La sua è una corsa contro il tempo, che scorre inesorabilmente, che cerca di raggiungere e di farlo nuovamente suo per ottenere una nuova possibilità. Quella di una vita normale.
La storia è attraversata da un’aurea mista di tristezza, malinconia, dolore e decadenza, perché mostra i mali di vivere tipici dei giorni nostri, che affliggono tante ragazze, donne, che si sono perse in essi. Alice è letteralmente schiacciata dal suo vissuto, dalle sue esperienze, ma è intenzionata a cambiare, ricca di forza di volontà, pronta a dare un taglio alla sua vita storta per riprendere in mano se stessa. Ma non sempre è possibile, anche se si è pronti a mettersi in gioco e lottare.
I temi trattati sono forti e proprio per questo reali, tanto da coinvolgere emotivamente il lettore nella vicenda. Si passa dall’alcolismo alla prostituzione, dallo stupro all’aborto, dall’anoressia alla pazzia, con sdoppiamenti di personalità. Il tutto viene trattato però con una scrittura spesso metaforica, si pesante e drammatica, ma che rende perfettamente l’atmosfera cupa e depressiva, toccando i temi in modo delicato, senza appesantirli ulteriormente con crudezza di particolari, ma facendo solo intuire, percepire ciò che è accaduto.
E’ una scrittura non lineare, che a volte aiuta nell’immedesimazione e nell’esprimere il caos interiore di Alice, altre volte invece crea confusione, tanto da rendere la comprensione difficoltosa. Pensando però all’atmosfera di delirio e nonsense dell’opera originale questa confusione e perplessità può essere più che corretta.
Le illustrazioni che accompagnano la storia sono perfette perché anche queste presentano uno stile cupo, gotico, nervoso, vicino all’immaginario Burtoniano, reso ancora meglio dal tratto utilizzato e dalle tonalità di colore, bianco – nero – grigio. Molto utili perché ricollegano, in modo più semplice rispetto alla scrittura, alla storia originale di Carroll, creando così un effetto di spiazzamento del lettore, dato dal testo, e poi di chiarimento, dato dalle illustrazioni.

Sicuramente una lettura non leggera, che richiede concentrazione anche se molto breve, perché densa e diversa dal solito, e che a ogni rilettura dona punti di vista differenti esprimendo sempre qualcosa di nuovo.

A cura di Michela 

lunedì 15 dicembre 2014

Dicembre in libreria!

Siete stanchi delle solite uscite letterarie di vip, vippetti starlette e compagnia danzante? Volete avere un quadro più ampio dei libri che sono usciti o che devono ancora uscire a dicembre? Sappiate che esistono altre realtà: i piccoli-medi editori (riunitisi a Roma per "Più libri più liberi"), che noi lettori spesso “snobbiamo”, magari perché abbiamo dei pregiudizi o perché molto probabilmente siamo troppo abbagliati dalle proposte letterarie delle grandi case editrici.
In questo primo appuntamento mensile vi mostreremo che a volte le piccole perle letterarie escono proprio da queste realtà. 
Girovagando nel web, siamo riusciti a trovare delle uscite letterarie davvero interessanti e veramente “per tutti i gusti”.
Iniziamo dalla prima novità del mese di dicembre e che, a nostro parere, è una vera chicca:
·        L’Almanacco Sellerio 2014-2015

Questa antologia di circa 300 pagine contiene testi inediti o irreperibili di diversi autori, che per la prima volta, non sono collegati per tematiche o per stile, ma appartengono alla stessa casa editrice .
Troviamo autori che hanno fatto la storia della casa editrice come Sciascia o Canfora, ma anche autori contemporanei amati dal pubblico come Camilleri, alcuni hanno anche partecipato a premi letterari prestigiosi come Stassi. Questo volume è già acquistabile presso i siti di e-commerce e presso il sito della Sellerio. Dategli un’occhiata, è un ottimo modo per scoprire magari autori che non pensavate di leggere.







·        I ricordi di Mamette. Vita di campagna. Nob(Tunué)
·        Un elefante nella stanza. Susan Kreller (Il Castoro)

                                     
Il primo è un fumetto di 90 pagine pubblicato dalla Tunué edizioni, scritto e disegnato da Nob, autore di graphic novels e della serie di Mamette, la nonna che tutti vorrebbero avere in famiglia. In questo prequel vediamo Mamette bambina con il suo solito caratterino; la storia è ambientata in campagna (Mamette viene infatti affidata dalla madre ai nonni) durante gli anni ’30: la guerra incombe e Mamette, tra nuove amicizie, mansioni di tutti i giorni e futuri amori dovrà affrontare un periodo difficilissimo. Gli amanti della serie non possono certo lasciarselo sfuggire.

Il secondo è invece un romanzo di 280 pagine, più adatto agli adolescenti, pubblicato dalla casa editrice “Il Castoro”, scritto da Susan Kreller. Il romanzo affronta tematiche molto forti e attuali: il bullismo, le molestie, la violenza e i problemi famigliari. È la storia di Masha, una ragazzina di tredici anni, che per l’ennesima estate va nella casa dei nonni, che si trova in una cittadina in apparenza molto tranquilla. Masha si annoia fino a quando non incontra un giorno due fratelli, Max e Julia, più piccoli di lei. I due fratelli nascondono un segreto, che viene a galla nel momento in cui Masha nota dei lividi sulla pancia di Julia. La ragazzina quindi è decisa ad affrontare il problema e tirare fuori da questa situazione i due fratelli.  A parer mio questo romanzo sembra molto interessante e può essere adatto anche agli adulti.





Per gli amanti del Giappone il 18 dicembre per la Marcos y Marcos nella collana Testo a fronte esce:·        
Tradurre il Genji monogatari- a cura  di Andrea Maurizi(Marcos y Marcos)

In questo libro vari autori spiegano come è avvenuta la traduzione dell’opera giapponese nelle diverse lingue, vengono spiegati i vari problemi, come è stato tradotto ecc… Il libro è stato curato da Andrea Maurizi che nel libro spiega come il Genji monogatari sia stato portato in patria. Gli amanti del genere non possono lasciarsi sfuggire, di certo, l’occasione di acquistare questo libro. Per approfondire, basta andare sul sito della casa editrice.

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  Little Sammy Sneeze. Winson McCay (Castelvecchi)

In realtà si tratta di una ripubblicazione del fumetto di Winson McCay e questa volta esce in versione integrale con un apposito apparato storico-critico. È un pilastro del mondo dei fumetti ed è la storia del piccolo Sammy, di cui tutti temono gli starnuti. La storia sembra molto divertente, il titolo è già acquistabile sui siti di e-commerce.





·        Niente sesso, siamo sposati. Guida pratica per un matrimonio in bianco. Ruth Smythers(Ultra)

Questo libello, dal titolo tipico di un harmony, in realtà fece la sua fortuna nel 1894, anno della prima pubblicazione; scritto da Ruth Smythers, oggi viene ripubblicato dalla casa editrice Ultra e si tratta di una testimonianza dei costumi sessuali in epoca vittoriana in Inghilterra, viene citato in numerosi testi di sociologia, ma un’ipotesi lo reputa un falso inventato da un burlone. Vi è un acceso dibattito, ma tant’è che oggi questo libro c’è e pare sia molto utile e interessante per scoprire elementi “piccanti” dell’era vittoriana.
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   L’ammazzafilm. Stefano Disegni (Gallucci)

Altro fumetto! Scritto e illustrato da Stefano Disegni per la Gallucci. Stefano Disegni è uno dei più famosi e feroci cinesatirici italiani e in questo graphic-novel rivolta come calzini 56 film che hanno fatto la storia del cinema. Sembra molto interessante e ne consiglio la lettura ai cinefili più agguerriti.






·        Solo me ne vo per la città. Enzo Gaiotto(Las Vegas Edizioni)

Altra novità arriva dalla Las Vegas Edizioni. Questa è la storia di un figlio che si ritrova ad assistere la madre, Annina, malata e in fin di vita. È un lungo flashback, che va dalla Prima Guerra Mondiale fino ai giorni nostri, dove assistiamo da spettatori alla vita di Annina intervallata da quella del figlio. Questo libro è in realtà una riedizione riveduta e corretta di “La finestra socchiusa” (Edizioni Il Molo, 2007), terzo classificato al Premio Massarosa. Ugo Riccarelli ha detto di questo romanzo:
Una madre e un figlio. Il racconto di una vita che si dipana tra il peso della materia che costruisce il destino degli esseri umani, tra le parole che Enzo Gaiotto srotola con una scrittura secca e precisa, a volte netta come certi suoi scatti fotografici. Uno scrivere denso di umanità e di quella consapevolezza che ha fatto dire a Jorge Luis Borges: ‘In ogni istante della tua vita qualcuno modifica o cancella una cifra, e tutto ciò serve a un fine che mai comprenderemo .
Mi sembra che questo sia più che sufficiente per suscitare il vostro interesse, se fossi in voi non mi lascerei sfuggire l’occasione.
·        Papà. Dan Pagis(Giuntina)

Giorno 11 uscirà per la casa editrice Giuntina, che si occupa di pubblicare testi ad argomento ebraico, il nuovo libro di Dan Pagis, autore conosciuto in patria per le sue poesie. Questo non è un testo poetico, ma un’opera in prosa, dove l’autore parla del suo rapporto molto forte con il padre, enunciando scene importanti, come le tre visite al cimitero, e altri fatti minori. Questo testo non è altro che la “cronaca familiare” dell’autore, che ha voluto donarci uno squarcio della sua vita.




·        Guida per bibliofili affamati. Barbara Sghiavetta, Maria Gioia Tavoni(Pendragon)
Ultima segnalazione per tutti i bibliofili, amanti dei libri, lettori compulsivi. Questo libro, scritto a quattro mani, edito dalla Pendragon, vi regalerà un itinerario del panorama microeditoriale italiano, che, stando al di fuori del circuito delle grandi case editrici, pubblica libri che si rivelano delle piccole perle, ricche di creatività. In questa sorta di manuale troviamo suddivise le varie testimonianze in base alle aree geografiche e offre anche informazioni turistiche e gastronomiche. Un libro da avere nella vostra  collezione se siete degli amanti dei libri e se volete allontanarvi dalle proposte delle grandi case editrici. Sicuramente un libro da tenere in conto.
Con questo io vi saluto, ci sentiamo il prossimo mese.
Mi raccomando: aprite le vostre menti e non snobbate le piccole-medie case editrici, perché spesso sono loro che tirano fuori testi che ti lasciano un segno indelebile nell’animo, testi molto vari e ognuno di voi può selezionare in base al proprio interesse.





A cura di Sebastiano

venerdì 5 dicembre 2014

News dalla Jo March


Se acquistate dal loro sito entro il 15 Dicembre le spese di spedizione sono GRATIS!

E... per tutti coloro che li andranno a trovare a Più libri più liberi ad attenderli una sorpresa allo 
stand L28 piano terra. Qui l'editore Aguaplano ha in serbo una copia 
omaggio del nostro "Nord e Sud" per coloro che acquisteranno una copia 
del catalogo "C'era una volta la bellezza" del fotografo Hine (al 
prezzo speciale di 20,00 euro). Due capolavori, per un'esperienza 
estetica e letteraria unica.

mercoledì 11 giugno 2014

Premio Strega 2014: Ecco la cinquina finalista

Questa sera nella splendida cornice di Casa Bellonci si sono svolte le votazioni che hanno decretato quella che sarà la cinquina finalista di uno dei premi letterari più importanti d'Europa.
In semifinale erano arrivati in dodici, vediamo chi ce l'ha fatta e chi sono stati gli esclusi.
La cinquina è la seguente:



I funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di Parise e il primo amore che muore il giorno di San Valentino, il discorso con cui Bertinotti cancellò il governo Prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent'anni di Berlusconi al potere, una frase di Craxi e un racconto di Carver. Se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all'indietro la strada è ben segnalata, una scia di intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli: il filo dei nostri giorni. Francesco Piccolo ha scritto un libro anomalo, che è insieme il romanzo della sinistra italiana e un racconto di formazione individuale e collettiva. Ogni uomo vive almeno una storia d'amore che dura tutta la vita: quella con il proprio tempo e il proprio Paese, il matrimonio (burrascoso) tra la vita privata e la vita pubblica.


«Forse non mi piacciono gli uomini». Il giorno in cui tua moglie, all’improvviso, scoppia a piangere in cucina, è una piccola apocalisse. Uno di quei giorni in cui la tua vita va in frantumi ma giunge, anche, per un attimo, a dire se stessa. E allora Glauco Revelli, chef di un ristorante blasonato, maschio di quaranta anni, padre di una figlia di tre, va alla ricerca della propria verità di uomo. Dall’ingresso nell’età adulta, l’innamoramento, la costruzione di una famiglia, la nascita e l’accudimento di una figlia, fino al disamore della moglie (che gli si nega dal momento del parto) e al ritorno feroce degli insaziabili demoni del sesso, tutto è passato in rassegna dal suo sguardo implacabile e commosso. Con Il padre infedele Antonio Scurati scrive il suo libro più personale, infiammato dal tono accorato della confessione e, al tempo stesso, il romanzo dell’educazione sentimentale di una generazione.


L’ingegner Ivo Brandani è sempre vissuto in tempo di pace. Quando il libro comincia, il 29 maggio 2015, Ivo ha sessantanove anni, è disilluso, arrabbiato, morbosamente attaccato alla vita. Lavora per conto di una multinazionale a un progetto segreto e sconcertante, la ricostruzione in materiali sintetici della barriera corallina del Mar Rosso: quella vera sta morendo per l’inquinamento atmosferico. Nel limbo sognante di un viaggio di ritorno dall’Egitto, si ricompongono a ritroso le varie fasi della sua esistenza di piccolo borghese: la decadenza profonda degli anni Duemila, i soprusi e le ipocrisie di un Paese travolto dal servilismo e dalla burocrazia, il sogno illusorio di un luogo incontaminato e incorruttibile, l’Egeo. E poi, ancora indietro nel tempo, le lotte studentesche degli anni Sessanta, la scoperta dell’amore e del sesso, fino ad arrivare al mondo barbarico del dopoguerra, in cui Brandani ha vissuto gli incubi e le sfide della prima infanzia. Chirurgico e torrenziale, divagante e avvincente,  La vita in tempo di pace  racconta, dal punto di vista di un antieroe lucidissimo, la storia del nostro Paese e le contraddizioni della nostra borghesia: le debolezze, le aspirazioni, gli slanci e le sporcizie, quel che ci illudevamo di essere e quel che alla fine, nostro malgrado, siamo diventati





Samia è una ragazzina di Mogadishu. Ha la corsa nel sangue. Divide i suoi sogni con Ali, che è amico del cuore, confidente, e primo allenatore appassionato. Mentre intorno la Somalia è sempre più preda dell'irrigidimento politico e religioso, mentre le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale. Gli allenamenti notturni nello stadio deserto e le prime affermazioni la candidano alle Olimpiadi di Pechino dove non vince ma si fa notare. Il suo vero appuntamento sarà quello di Londra. Ma tutto diventa difficile. Corre chiusa dentro il burka, il padre viene ammazzato al mercato di Bankara, la sorella decide di fuggire in Europa, Ali entra nel gruppo dei terroristi. È tempo di andarsene. Allenarsi ad Addis Abeba e farsi candidare per Londra. Purtroppo il comitato olimpico di Mogadishu non fa arrivare i documenti necessari e Samia si riscopre clandestina. Sola, decide per il viaggio, il terribile viaggio dei migranti dall'Etiopia al Sudan, e attraverso il Sahara verso la Libia per poi arrivare via mare in Italia. Sono mesi di umiliazioni, di vessazioni, di pura devastante corporeità. Quando sale sulla barca per Lampedusa, Samia è il sogno di se stessa, e l'acqua azzurra della libertà la inghiotte per sempre.





Lisario Morales è muta a causa di un maldestro intervento chirurgico, ma legge di nascosto Cervantes e scrive lettere alla Madonna. È poco più di una bambina quando le propongono per la prima volta il matrimonio: per sottrarsi a quest'obbligo cade addormentata. Quando non può opporsi alla violenza degli adulti, infatti, Lisario dorme. E addormentata da mesi, come la protagonista della più classica delle fiabe, la riceve in cura Avicente Iguelmano, medico fallito giunto a Napoli per rifarsi una reputazione. Tra mille incertezze, pudori, paure, la terapia, al tempo stesso la più prevedibile come la più illecita, sarà coronata dal successo, e però spalancherà davanti alla mente del dottore, fragile, superstiziosa, supponente - in una parola, seicentesca -, un vero e proprio abisso di fantasmi e di terrori, tutti con una radice comune: il mistero abissale, conturbante, indescrivibile del piacere femminile. Storia di una donna che scopre il piacere, di un pittore che scopre la passione, di una città intera che si ribella ai potenti, Lisario o il piacere infinito delle donne è soprattutto un romanzo di avventure, molto vicino alla maniera in cui si scrivevano nel Seicento, dal Quijote di Cervantes al Gil Blas de Santillana di Lesage, romanzi epici e picareschi con apparenti saggi del tutto folli e conclamati pazzi non scevri di qualche saggezza, in una girandola infuocata di invenzioni, tutte attorcigliate attorno allo stesso interrogativo: ma è del primo Seicento che qui si narra o di noi e di oggi? 


I miei favoriti non ce l'hanno fatta! Solo Pecoraro è riuscito a passare, e lo ha fatto prendendo una valanga di voti nonostante "La vita in tempo di pace" sia il suo romanzo d'esordio. Catozzella riuscirà nel grande slam Strega giovani e Strega "ufficiale"? Concordate con le scelte o il vostro favorito è rimasto fuori? Chi vorreste che vincesse?