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lunedì 26 maggio 2014

"La verità di Amelia" di Kimberly McCreith


Brooklyn New York city: Amelia è un'adolescente come tante frequenta una scuola sperimentale ed è figlia di una madre single promettente avvocato, proprio durante un'importante riunione allo studio legale Kate viene avvisata della sospensione della figlia. Com'è possibile? Amelia è sempre stata la figlia perfetta, ottimi voti, intensa attività extrascolastica, grande sportiva, amante della lettura e con un'educazione invidiabile. Come mai è stata sospesa? Pare sia stata scoperta a copiare il che data la personalità della ragazza è altamente improbabile, se non impossibile.
Kate è obbligata a lasciare la riunione e a correre a scuola per recuperare la figlia minorenne, ma all'arrivo trova l'edificio circondato da mezzi dei pompieri auto della polizia e paramedici, il terrore si impossessa di Kate. Ci sarà stata una sparatoria? Un attentato? Avvicinandosi alla scuola nota un corpo riverso a terra coperto da un lenzuolo, qualcuno si è buttato dal tetto e quel qualcuno è Amelia.
Il caso è archiviato senza il minimo dubbio da parte delle autorità come suicidio, ma Kate non può crederci Amelia non lo avrebbe mai fatto o almeno non l'Amelia che conosceva; l'arrivo di un sms anonimo: Amelia non si è buttata, le regala un po' di sollievo forse come madre non è stata un completo disastro, ma chi poteva volere così male alla sua bambina da ucciderla?
Inizia così un viaggio nella vita privata della ragazza, noi lettori cercheremo insieme a Kate la verità leggendo SMS, newsletter,blog. Saremo catapultati nel mondo delle confraternite liceali, nelle quali vige la legge del più forte e i più deboli sono vittime di bullismo. Vedremo da vicino quali sono i pensieri di questi adolescenti cresciuti nel lusso, cosa li tormenta, come si comportano che maschere indossano.
I temi che affronteremo sono molteplici, di grande attualità e risonanza mediatica.
Un romanzo narrato sia da Kate che da Amelia, un vademecum per tutti i genitori che credono di conoscere i propri figli, un'ancora di salvezza per gli adolescenti, un rompicapo per gli amanti dei thriller psicologici, una lettura caldamente consigliata.

venerdì 23 maggio 2014

"La ragazza interrotta" di Susana Kaysen


Sono sicura che starete pensando <<Questo titolo non mi é nuovo, ma c'é qualcosa che non va. Non era al plurale?>> non avete tutti i torti, da questo libro del 1993 é stato tratto il film che é valso l'Oscar come miglior attrice non protagonista ad Angelina Jolie.
Possiamo incasellare questo libro nelle categorie autobiografia/diario.
L'autrice racconta la sua esperienza durata due anni all'interno dell'ospedale psichiatrico "McLean" noto per aver ospitato anche la famosa scrittrice Sylvia Plath.
Susanna viene ricoverata a diciotto anni dopo una visita poco accurata e della durata di venti minuti, siamo negli anni 60 e quando riuscirá ad uscire dalla clinica diciannove mesi dopo, saprá di essere stata "rinchiusa" con la diagnosi di disturbo borderline della personalitá, vi invito a cercare i sintomi di questa patologia psichiatrica, sono sicura che rimarrete agghiacciati rendendovi conto di quante cose avete avuto in comune con Susanna nell'adolescenza. Se tutti (tralasciando i comportamenti suicidari) leggendo la descrizione della malattia ci siamo in qualche modo ritrovati perché noi siamo liberi mentre lei ha dovuto vivere un inferno fatto di elettroshock, bagni gelati e celle di isolamento? Questo libro porta tutti noi a riflettere su cosa sia normale e cosa no. Chi e come può decidere di toglierci la libertá? É giusto essere liquidati come pazzi dopo una brevissima visita generale? É davvero cambiata la mentalitá dei cosidetti sani in cinquanta anni? 
Susanna si mette a nudo in maniera scanzonata e divertente, ci racconta del rapporto con le infermiere, i medici e le altre pazienti che, a parte qualche eccezione, ci appaiono come persone ribelli e non da ricovero coatto. La semplicitá con la quale veniamo accompagnati per i corridoi del McLean é disarmante, riesce a non far sembrare l'incubo che ha vissuto cosí terribile come invece deve essere stato.
Un solo consiglio, se sarò riuscita a convincervi a leggerlo promettetemi che vedrete il film solo dopo aver terminato il libro.



venerdì 9 maggio 2014

"Wintergirls" di Laurie Halse Anderson

Quanto sappiamo davvero sull'anoressia? Siamo sicuri di capire a fondo quello che comporta per chi ne soffre e per chi gli sta vicino? 
Wintergirls aiuta i lettori ad entrare nel mondo del disordine alimentare per antonomasia, ma chi sono le ragazze d'inverno? Lia e Cassie sono amiche fin dall'infanzia, abitano una di fronte all'altra, passano le giornate insieme leggendo e parlando come ragazze grandi, l'infanzia si incrina quando Lia scopre Cassie con due dita in gola intenta a vomitare la cena in giardino, da quel momento un baratro le inghiotte, stringono un patto "Diventeremo magre insieme".
Inizia la loro lotta contro la bilancia, contro quelli che loro reputano chili di troppo, combattono insieme facendosi forza l'un l'altra, riponendo la loro vita nelle mani dell'amicizia perversa e malata che ormai le lega. Come spesso succede durante il liceo si perdono di vista ritrovandosi insieme solo nel momento del trapasso di Cassie, unite da un legame psichico continuano a parlarsi; Il fantasma di Cassie sprona Lia nella sua lotta, la aiuta a tenere conto delle calorie ingurgitate, a trovare i lassativi e i diuretici in farmacia, fa di tutto per velocizzare il trapasso dell'amica.
Lia si ritrova a combattere la sua immagine, il suo sentirsi grassa, inadeguata e in colpa per non aver potuto aiutare Cassie nel momento di massimo bisogno; le sue armi sono la conta delle calorie, l'uso smodato di lassativi e diuretici, la ginnastica a tarda notte per bruciate il poco che si è ingerito durante la giornata, al disordine alimentare si combina l'autolesionismo, il continuo tagliarsi per far tacere i pensieri che le girano in testa, per far tacere Cassie.
Questo romanzo mi ha sconvolta, mi ha aiutata ad approfondire un argomento che conoscevo solo superficialmente, mi ha spinta a documentarmi, a domandarmi cosa possa spingere un'adolescente a farsi così male, spesso a morire di inedia.
Tutti noi viviamo a stretto contatto con i nostri fantasmi, tutti noi abbiamo battaglie da combattere, la Anderson con la sua scrittura grafica e l'uso della prima persona ci porta a sentire ció che sente Lia sia a livello emozionale che fisico.
Un romanzo consigliato a tutte le età per riflettere su una problematica sempre più presente nella nostra società, un romanzo fa usare come spauracchio e memento quando iniziamo ad avere dubbi su di noi.